
16) Anassagora. L'invisibile deve spiegare il visibile.
Anche Anassagora fa parte di quel gruppo di filosofi che provarono
a superare la contrapposizione eleatica fra il visibile e
l'invisibile. Egli elabor la teoria dei semi invisibili (una
realt che sfugge ai sensi), presenti tutti in tutte le cose, e di
una Mente (Nos), che governa il loro movimento.
Frammenti 59 A 46, A 77, A 92, A 102, B 12, B 13, B 17 DK (fonti
diverse) (vedi manuale pagina40-44).

Frammento B 17 (Simplicio, Fisica, 163, 18).

1   Nel primo libro della Fisica Anassagora dice chiaramente che
il nascere e il perire sono comporsi e separarsi. Scrive cos:
2   Del nascere e del perire i Greci non hanno una giusta
concezione, perch nessuna cosa nasce n perisce, ma da cose
esistenti [ogni cosa] si compone e si separa. E cos dovrebbero
propriamente chiamare il nascere comporsi, il perire separarsi

Frammento A 102 (Aristotele, Sulle parti degli animali, 687a, 7).

    Anassagora dice che l'uomo  il pi sapiente dei viventi
perch ha le mani - ma  ragionevole dire che ha le mani perch 
il pi sapiente. Le mani, in effetti, sono uno strumento e la
natura, come un uomo sapiente, d ogni cosa a chi pu usarla.
[...].

Fr A 92 (Teofrasto, De sensu, 27-28).

1   (27) Anassagora [afferma che le sensazioni] si producono
mediante i contrari perch il simile non patisce dal simile, e
tenta di fare un esame dettagliato per ogni sensazione. Il vedere
[si produce] mediante l'impressione della pupilla, ma non si ha
impressione in ci che  di colore uguale bens diverso. Per i pi
la diversit dei colori si ha di giorno, per taluni di notte,
sicch allora hanno la vista pi acuta. In genere la notte ha
piuttosto colore uguale agli occhi. L'impressione [avviene] di
giorno perch la luce  concausa dell'impressione e il colore
dominante s'imprime sempre sull'altro.
2   (28) Nello stesso modo giudicano il tatto e il gusto: quel che
 caldo e freddo esattamente [come noi] non ci riscalda n ci
raffredda col suo contatto: cos pure non percepiamo il dolce e
l'amaro per se stessi, ma col caldo il freddo, col salato
l'amabile, coll'amaro il dolce, secondo la mancanza di ciascuno
[dei contrari], perch egli afferma che si trovano tutti in noi.
[...].

Frammento A 46 (Aristotele, Della generazione e corruzione, 314a,
18; 314a, 24; Aezio, I, 3, 5).

1   Anassagora pone come elementi gli omeomeri, ad esempio l'osso,
la carne, il midollo e delle altre cose quelle di ciascuna delle
quali una parte  sinonima [del tutto].
2   Gli Anassagorei par che sostengano una tesi contraria agli
Empedoclei. Empedocle dice che il fuoco, l'acqua e l'aria e la
terra sono quattro elementi, corpi semplici pi che la carne e
l'osso e gli altri simili omeomeri: i discepoli di Anassagora,
invece, gli omeomeri li considerano semplici ed elementi, la
terra, il fuoco, l'acqua e l'aria composti: di questi c'
un'universale riserva seminale.
3   Anassagora, figlio di Egesibulo, di Clazomene, ha detto che le
omeomerie sono princpi delle cose. Gli sembrava un problema
affatto irresolubile che qualcosa potesse prodursi dal non ente e
distruggersi nel non ente. Noi usiamo un cibo semplice e omogeneo,
pane e acqua, e di questo si nutrono i capelli, le vene, le
arterie, la carne, i nervi, le ossa e le altre parti. Di fronte a
tale fatto si deve convenire che nel cibo da noi preso ci sono
tutte le cose e che da queste si accrescono tutte le cose.
4   In quel cibo, quindi, ci sono particelle produttrici di
sangue, di nervi, di ossa e di tutto l'altro: tali particelle si
possono cogliere con la ragione. Non si deve riportare tutto
all'esperienza sensoriale, che cio il pane e l'acqua producono
tutto questo, ma nel pane e nell'acqua ci sono particelle che si
colgono con la ragione. E poich le parti esistenti nel cibo sono
uguali [moia] a ci che si produce, le chiam omeomerie e disse
che erano princpi delle cose, e che le omeomerie erano materia e
la causa efficiente intelletto, il quale tutto dispone. Incomincia
cos: Insieme erano tutte le cose e l'intelletto le separ e le
pose in ordine: cose disse ci che ha una realt. E va
accettato perch alla materia congiunse un artefice

Frammento B 12 (Simplicio, Fisica, 164, 24; 156, 13).

1   E poi che tutte le altre cose <...>  mischiato. Intorno
all'intelletto ha scritto: L'intelletto  <...> in misura
massima:
2   Tutte le altre [cose] hanno parte a tutto, mentre l'intelletto
 alcunch di illimitato e di autocrate e a nessuna cosa 
mischiato, ma  solo, lui in se stesso. Se non fosse in se stesso,
ma fosse mescolato a qualcos'altro, parteciperebbe di tutte le
cose, se fosse mescolato a una qualunque. Perch in ogni [cosa]
c' parte di ogni [cosa], come ho detto in quel che precede: le
[cose] commiste ad esso l'impedirebbero di modo che non avrebbe
potere su nessuna cosa come l'ha quand' solo in se stesso. Perch
 la pi sottile di tutte le cose e la pi pura: ha cognizione
completa di tutto e il pi grande dominio e di quante [cose] hanno
vita, quelle maggiori e quelle minori, su tutte ha potere
l'intelletto. E sull'intera rivoluzione l'intelletto ebbe potere
s da avviarne l'inizio. E dapprima ha dato inizio a tale
rivolgimento dal piccolo, e poi la rivoluzione diventa pi grande
e diventer pi grande. E le [cose] che si mescolano insieme e si
separano e si dividono, tutte l'intelletto ha conosciuto. E
qualunque [cosa] doveva essere e qualunque fu che ora non , e
quante adesso sono e qualunque altra sar, tutte l'intelletto ha
ordinato, anche questa rotazione in cui si rivolgono adesso gli
astri, il Sole, la Luna, l'aria, l'etere che si vengono separando.
[...].

Frammento B 13 (Simplicio, Fisica, 300, 27).

1   [Aristotele], dice Alessandro, non ha ricordato Anassagora
anche se ha posto l'intelletto tra i princpi, forse, dice, perch
non lo usa nella generazione. Ma che lo usi  evidente, se afferma
che la generazione non  altro che distacco e che il distacco
avviene a causa del movimento e che del movimento causa 
l'intelletto. Anassagora infatti dice cos:
2   Dopoch l'intelletto dette inizio al movimento, dal tutto che
era mosso cominciavano a formarsi [le cose] per separazione, e
quel che l'intelletto aveva messo in movimento, tutto si divise. E
la rotazione di quanto era mosso e separato accresceva di molto il
processo di separazione

Frammento A 77 (Scholia in Apollonium Rodium, I, 498).

    Lo stesso Anassagora dimostra che la Luna  una terra piatta,
dalla quale pare che sia caduto il leone. Anassagora e Democrito
[ritengono che la Luna] sia un corpo solido infocato che ha in s
pianure, montagne, burroni

 (I Presocratici, Laterza, Bari, 1990 4, pagine 574-575, 587, 593,
599, 606, 607, 608).

